Serie D – girone C – 25^ giornata - - PLAYASTI ASD

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Serie D – girone C – 25^ giornata

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PlayAsti Narconon: Caretto C. 3 (capitano), Vettorello C. 1, Molino S. 4, Fasano F. 5, Ferrante V. 6, Luison A. 8,  Brignolo C. 7, Centofanti G. 9, Cavallotto M. 10, Centofanti L. 11 (libero), Ivaldi G. 12, Sodano B. 13, Ghiazza L. 15 (libero).

Indisponibile:  Graziano G. 2

1° allenatore: Balzo C.

2° allenatori: Ponzone P.

Il giorno della verità è giunto, lo specchio di Biancaneve, che non sa mentire, deve esprimere il verdetto … chi è la più bella del reame? Chi è la squadra più forte del girone C di questo campionato piemontese di serie D? Chi andrà direttamente in serie C senza passare dai playoff? Tante domande per una sola risposta, tutto concentrato in una sola partita quella che si giocherà al Palasport di Ovada. La situazione di partenza vede a favore di Ovada: il campo (mai sconfitte in casa), la palla (insieme ad Alessandria è l’unica squadra che non gioca con i palloni Mikasa) e la consapevolezza di giocarsi tutto in questa partita; a favore di Playasti: i 3 punti di vantaggio che le danno la possibilità di chiuderla oggi, la possibilità di giocarsela all’ultima giornata in caso di sconfitta al tie-break e non ultimo la magnifica tifoseria giunta da Asti nel tentativo, tra l’altro riuscito, di trasformare il palasport in Palagerbi. Tutto pronto, il sig Traverso da Alessandria controlla le formazioni.

Il coach astigiano schiera Ivaldi  in regia, Brignolo opposto, Caretto (capitano) e Ferrante  attaccanti di palla alta, Sodano e Molino centrali e Centofanti L. libero.

Si comincia e si comincia alla grande per Playasti che mostra subito un grande approccio alla partita portandosi in avanti e mostrando un gioco ricco di idee, potente e preciso. A metà set, Ovada smette di sbagliare battute, si scrolla di dosso la tensione e comincia a macinare gioco, recuperando il parziale e portandosi in vantaggio. Buona la reazione di Asti che non si abbatte e trascinata da uno splendido pubblico si porta avanti, apparentemente in modo decisivo, sul 24 a 21 … vorremmo chiudere qui il commento, così come qui si è spenta la formazione di Balzo: inspiegabilmente, con il set e probabilmente la partita in pugno, è entrata in campo, prima la convinzione di dover espletare una formalità nel fare l’ultimo punto, cosa che ha portato alla battuta sbagliata e poi, come secondo cambio, è entrata la paura al posto di tutta la squadra e due ricezioni  non eseguite (neanche sbagliate) ed un attacco, con un errore di pochi centimetri, ha portato il set dalla parte di Ovada, che se l’è trovato servito su un piatto di argento e lo ha preso ringraziando.

Il secondo set, come spesso accade, ha subito le scorie dell’andamento del primo dando una carica incredibile ad Ovada e gettando nello sconforto Asti. Sconforto che diventa paura, quando Caterina Brignolo dopo un muro, si accascia al suolo e urla per il dolore, per un infortunio alla mano destra, che la costringe ad uscire dal campo tra gli applausi di incoraggiamento del pubblico. Due a zero, eppure tutto ancora in gioco. A questo punto il Playasti ha un motivo in più per vincere … dare un po’ di gioia a Caterina in una giornata difficile.

Il terzo set, sembra rispettare il copione di un bel film, con quello che sarebbe stato un commento tutto incentrato sulla vittoria per la compagna infortunata e la bella rimonta di una squadra mai doma. Vinto il terzo set, Playasti era di nuovo padrona di se stessa e rivedeva all’orizzonte l’obiettivo.

Quarto set, rientra nelle cose inspiegabili, palazzetto pieno per l’80% playasti, squadra reduce da un set vinto, con la necessità di vincerne un altro per avere la quasi certezza di aver coronato un sogno … eppure in campo si vede una squadra spenta, senza mordente e con più paure che certezze. In queste condizioni, trova terreno fertile la grinta di Ovada a cui non sembra vero di passeggiare su un playasti poco volitivo.

Sconfitta giusta, tanti rimpianti, ma soprattutto la necessità di guardare dentro noi stessi per poterci rilanciare nell’ultima giornata e affrontare al meglio i probabili playoff. Ancora una volta si dimostra che nello sport conta di più la testa che la tecnica e la tattica, soprattutto in partite come questa. Il PlayAsti è una squadra molto giovane e con ampi margini di miglioramento in questo campo, bisognerà cominciare da stamane nella testa di ognuno di noi, perché certe cose non possono migliorare in palestra, intesa come struttura in cemento, ma va costruita nella palestra del proprio cervello, sperando che sconfitte come quella di Ovada, siano un ottimo esercizio e le lacrime di fine gara siano la benzina.

Forza ragazzi, rialziamoci e ripartiamo più forti di prima. Forza Playasti!!!



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