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Intervista al direttore sportivo PlayAsti

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Il successo di una società non dipende solo dalle qualità di un attaccante o dalla bravura di un allenatore, ma anche da chi lavora dietro le quinte per garantire il necessario supporto organizzativo e logistico allo staff tecnico e ai giocatori. Di questa squadra “invisibile”, come la definisce Julio Velasco, ex allenatore della nazionale italiana di pallavolo, ne fanno parte uomini e donne che lavorano con passione, competenza e dedizione. Si tratta di assistenti, preparatori atletici, medici, fisioterapisti, ma anche di tutte quelle persone che operano all’interno della struttura organizzativa ed amministrativa.

Figura di rilievo e protagonista assoluto in questo senso in PlayAsti è sicuramente Omar Vettorello, Direttore Sportivo della Società.

Ex atleta semi-professionista di pallacanestro, Omar si è reinventato negli ultimi anni dirigente sportivo di una Società di pallavolo femminile; ed è anche grazie a lui se il PlayAsti si sta affermando al vertice della pallavolo giovanile piemontese.

Con lui vogliamo scoprire meglio cos’è il PlayAsti e com’è organizzata, fare un bilancio dopo i primi quattro anni di vita della società e capire quali sono le ambizioni future.

Redazione PlayAsti: “Ciao Omar…innanzitutto più soddisfatto o pentito dalla scelta di rivestire questo ruolo in PlayAsti?”

Omar Vettorello: “Non nego che nei primi quattro anni di attività (l’ASD PlayAsti nasce nel 2013) sono state diverse le occasioni in cui mi sono chiesto se ne valesse veramente la pena e se la direzione intrapresa fosse quella corretta.
Se penso all’inizio…al fatto che non ci fosse nulla (mancavano i palloni, gli spazi palestra ed i nostri organici erano rappresentati da poche e sparute atlete in uscita dal minivolley)…e lo paragono alla situazione odierna…dove invece il PlayAsti rappresenta a tutto tondo una società di riferimento per lo sport agonistico territoriale…beh allora…la risposta è facile. Certo che ne è valsa la pena!!!”

Redazione PlayAsti: “Beh diremmo…un bel salto in avanti?”

Omar Vettorello: “Enorme e ci terrei da subito a sottolineare come il merito degli ottimi risultati ottenuti sia a livello organizzativo che agonistico sono da condividere con l’altra anima dirigenziale della Società, ossia Paola Rabellino (Direttore generale PlayAsti), con la quale condivido fin dall’inizio pene e gioie del Progetto.”

Redazione PlayAsti: “Ci racconti quali sono le vostre competenze?”

Omar Vettorello: “Siamo due persone con caratteri diversi…ma forse come nei migliori matrimoni…è proprio questo il segreto. Una cosa però sicuramente ci accomuna: siamo entrambi tremendamente tenaci e cocciuti.
Paola è una vera e propria macchina da guerra ed è lei che mantiene i rapporti con il Comune per le palestre ed espleta (con l’aiuto della Segreteria) le pratiche burocratiche con la FIPAV. Il sottoscritto dal canto suo si occupa invece dei rapporti con le famiglie e con lo staff tecnico e svolge il ruolo di rappresentanza con le Istituzioni.
Vi posso però assicurare che al di là delle competenze specifiche che ci siamo assegnati, tutti i passaggi cruciali sia a livello organizzativo che politico, sono sempre stati condivisi”.

Redazione PlayAsti: “Cosa ti ha spinto ad intraprendere questo percorso?”

Omar Vettorello: “Mi avvicino alla pallavolo da papà…ma ben presto scopro di cullare due ambizioni. Quella di dare al territorio e più specificatamente ad Asti una contenitore sportivo di qualità e quella di creare una Società che sappia primeggiare a livello giovanile sia a livello territoriale che nazionale.
E da questo punto vista…permettetemelo…direi che PlayAsti è decisamente sulla buona strada”.

Redazione PlayAsti: “Ci parli dei primi 4 anni di PlayAsti?”

Omar Vettorello: “A livello agonistico alcuni passi falsi (pochi per fortuna)…ma negli ultimi tre anni tantissimi successi e soddisfazioni. Come le due promozioni…passando dalla prima divisione alla C. Due podi regionali in under 13…tra cui un titolo nella stagione sportiva 2015/2016. Tre titoli interprovinciali, più due secondi posti ed un terzo. Innumerevoli successi e piazzamenti di vertice nei tornei nazionali a cui abbiamo partecipato con le nostre squadre.
A livello organizzativo inoltre la grandissima soddisfazione di organizzare nel periodo di Natale un torneo di stampo nazionale, che nell’immaginario delle società di pallavolo del Nord Italia e non solo è diventato un appuntamento da non perdere. Tra l’altro ne approfitto per ricordare che il 27/28/29 Dicembre 2017 “Le Incredibili” saranno al via per le categorie under 12 – 13 – 14 femminili.”

Redazione PlayAsti: “Tu parli spesso di Progetto PlayAsti…perchè?”

Omar Vettorello: “Perché al caso abbiamo lasciato poco in questi anni. Fin da subito infatti ci è apparso chiaro, come fosse necessario un Progetto con una a importante strategia di sviluppo e di conseguenza una stringente programmazione, fatta di tappe ben precise.
La prima esigenza è stata quella di dotarsi dei migliori allenatori in circolazione e di una forte direzione tecnica. Il 70 % del lavoro di una società si svolge infatti quotidianamente in palestra e la qualità del lavoro non può non passare dalla qualità dei nostri allenatori.  
Poi consci di quanto fosse importante per innumerevoli motivi, trovare fin da subito una collocazione nell’élite della pallavolo giovanile, abbiamo investito nella promozione del “Le Incredibili” e anno dopo anno siamo riusciti a dar vita ad una manifestazione capace di portare quest’anno ad Asti circa 80 Società. Il che basterebbe già a definire l’operazione come riuscita…ma la soddisfazione più grande non risiede nell’importante numero di squadre partecipanti, ma nell’elevato tasso tecnico delle compagini venute nell’occasione a giocare da noi.
La terza esigenza era quella di garantire dall’Under 16 in poi alle nostre atlete, di prospetto nazionale, la possibilità di poter completare la propria formazione tecnica con una realtà pallavolistica di eccellenza. L’accordo siglato con Unet Yamamay Busto Arsizio e l’adesione al Progetto Uyba and Friends e da leggersi infatti in questo senso.

Ma ciò che ha comportato sicuramente più impegno da parte nostra è stata la creazione della macchina organizzativa: formazione team manager, segreteria, refertisti, addetti agli arbitri, realizzazione di uno staff medico e fisioterapico di supporto alla parte tecnica, creazione di una equipe ad hoc per l’organizzazione delle grandi manifestazioni (un enorme grazie tra l’altro va ad Eugenio Viola e Gianni Lasagna che con competenza e professionalità si sono prodigati negli anni su questo versante).

Il nostro sforzo è poi stato rivolto alla ricerca di partner commerciali, che permettessero all’Associazione di far fronte ad impegni economici sempre più importanti; senza però perdere di vista il principio per il quale la politica dei piccoli passi è quella che ti permette di guardare ad un futuro duraturo: “mai il passo più lungo della gamba insomma…”.”

Redazione PlayAsti: “Com’è organizzato lo staff tecnico?”

Omar Vettorello: “Il nostro Staff tecnico è sicuramente uno dei migliori staff in circolazione e dalla prossima stagione sarà integrato da un nuovo allenatore (Marcello Musa), che arriva da un’altra grandissima realtà pallavolistica piemontese: Trecate.
Il coordinamento dello staff è affidato a Stefano Gay, il nostro Direttore Tecnico, che considero oltre a me e Paola, quasi la terza gamba del Progetto.
Fin dal suo arrivo in Società (stagione sportiva 2014-2015) a lui è stato spesso chiesto di andare oltre alla propria carica tecnica e di contribuire con idee e lavoro alla creazione di un modello vincente.
Stefano è inoltre coadiuvato da Davide Berta come responsabile del minivolley e dei gruppi pre-agonistici. A lui vanno riconosciuti i meriti del fatto che il settore sia numericamente (circa 200 iscritti) e qualitativamente uno dei migliori del Piemonte.”

Redazione PlayAsti: “In una Società che svolge prevalentemente lavoro sul giovanile…come gestite i rapporti con le famiglie?”

Omar Vettorello: “Innanzitutto ci tengo a sottolineare come sia cambiato nel tempo il modo di rapportarsi con le famiglie. Si è infatti passati da parte dei genitori, da un approccio all’attività proposta inconsapevole e senza grosse aspettative, ad una Società dalla quale ci si aspetta un percorso qualificante e vincente.  Per farla ancora più chiara…se all’inizio quando raccontavi alle famiglie che se avessero accettato 3-4 allenamenti alla settimana, la partecipazione ad un doppio campionato e la partecipazione a diversi tornei nelle festività durante l’anno, avremmo vinto e scalato in breve tempo il ranking…la risposta era l’incredulità…ora sono le stesse famiglie a cullare grandi aspettative!!!
Questo mutato sentimento crea ovviamente nuove difficoltà (non sempre le aspettative individuali si sposano con quelle di una squadra), ma è anche ciò che giornalmente da linfa ai nostri propositi.
Siamo inoltre convinti che lo sport debba andare avanti di pari passo con la scuola ed è per questo che le nostre giocatrici firmano un regolamento che le obbliga ad impegnarsi negli studi.
L’idea di fondo è che pallavolo – famiglia – scuola possano e debbano convivere. E questa complementarità sia la chiave del successo nella vita.”

Redazione PlayAsti: “E adesso cosa dobbiamo aspettarci da PlayAsti?”

Omar Vettorello: “PlayAsti non si sente arrivata…anzi si sente solo all’inizio di un percorso!!!
Tutti gli sforzi quindi saranno indirizzati da qui al prossimo triennio al consolidamento e perfezionamento della Società, con il chiaro intento di creare giocatrici di livello e di stare al vertice delle classifiche giovanili nazionali. Sappiamo però al contempo che la strada è complessa e che serviranno ulteriori investimenti. Non ultimo quello di investire sull’immagine e sulla comunicazione, dove da sempre siamo carenti!!”

Redazione PlayAsti: “Grazie per la chiacchierata…vorremo lasciarti però…con un’ultima domanda. Qual è il sogno nel cassetto di Omar Vettorello?”

Omar Vettorello: “Grazie a voi…e non ho dubbi sulla risposta alla vostra ultima domanda: veder nascere la “Casa PlayAsti”. Un palazzetto di proprietà dove poter concentrare l’attività e trasferire la sede sociale. E se non fosse un sogno nel cassetto?”




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